In occasione di questa esposizione, appositamente concepita per gli spazi Rossmut, terza di un ciclo iniziato nell’autunno del 2016 nello spazio del collezionista Frédéric de Goldschmidt, abbiamo invitato dieci giovani artisti studenti dell’Accademia reale delle Belle Arti di Bruxelles (ArBA-EsA) a confrontarsi, o a confrontare le loro pratiche, allo scopo di reinterpretare, in senso lato e non univoco, il concetto polisemantico insito nel titolo del progetto.
Al di là del riferimento alla Città Radiosa immaginata da Le Corbusier, la sua interpretazione, lungi dal mettersi in contrappunto anche ad un certo spirito dei tempi, va innanzitutto cercata nell’etimologia del latino radius – il raggio geometrico. Un termine che, certo, evoca implicitamente l’idea di un irraggiamento, ma anche quella del legame esistente tra il centro e la sua periferia, in una dinamica di scambio e di incontri, di andate-ritorni ripetuti, di confronto con le dimensioni e i concetti di alterità, di spazio, di differenza, in una porosità rivendicata di impostazioni, di pratiche, di idiomi e/o di discipline.
L’irraggiamento centrifugo del progetto inizia dalla comunicazione, che utilizza opere che non compaiono tali e quali nella mostra, ad esempio la font Dervona, elaborata dal francese Marc Buchy, (www.marcbuchy.com) sintetizzando i quattro attualmente più comuni (Tahoma, Verdana, Helvetica, Arial).
E si proseguirà nell’eclettismo deliberato delle pratiche degli studenti e delle opere selezionate, a margine perfino delle correlazioni, di volta in volta d’affinità o dissonanza, che il loro confronto potrà suscitare.

Emmanuel Lambion Curator  Bn  PROJECTS

Deputy Director of Académie royale des Beaux-Arts de Bruxelles, ArBA-EsA